FRA VALLE DI MUGGIO E ALPE DI BRUSINO

In compagnia di un Consigliere federale

E chi ci credeva? Quando ho visto che fra gli iscritti alla quarta uscita del Moto Guzzi Club Ticino figuravano i nomi di Ignazio Cassis e della sua gentile Signora Paola ho pensato ad uno scherzo.

Com’è possibile avere, fra una trentina di comuni (si fa per dire), “guzzisti”, un Consigliere federale e consorte senza una mezza dozzina di gorilla armati al seguito, microfonati e in costante, vigile attenzione, magari su scooter elettrici ed un elicottero militare per l’intero tragitto sopra le nostre teste? Inimmaginabile.

Ed invece… alle 08.58, sul piazzale nord della stazione di Lugano, ecco apparire un magnifico Airone d’epoca, con pilota e passeggera muniti di mascherine. Ebbene sì, amici miei, sono proprio loro, da quel momento semplicemente Ignazio e Paola, due di noi.

Palpabile l’emozione fra i presenti (trentaquattro, fra piloti di veterane e di moto recenti), soprattutto del Presidente Roberto Bassi che, a dirla in buon dialetto, n’ha perdüü un gott, anche perché, come dirà poi nel suo saluto, siamo forse l’unico motoclub svizzero che può vantare, fra i suoi soci attivi, un Consigliere federale.

Ci siamo tutti, divisi in due gruppi: moto d’epoca (fra le quali figuravano soprattutto Aironi e Falconi, accompagnati da una Imola), e moto recenti (gruppo nel quale si sono infiltrate alcune moto d’epoca relativamente veloci, come le Les Mans), per un totale di ventisei Guzzi e una Triumph, eccezionalmente accolta per l’occasione.

Percorsi distinti nella prima parte: per le moto d’epoca, cantonale fino a Maroggia, poi deviazione su Arogno, Rovio, Melano e ancora cantonale fino a Mendrisio, Castel San Pietro, Morbio Superiore e Lattecaldo per pausa caffè, dove saranno raggiunte dalle moto recenti, che passeranno da Ponte Tresa per raggiungere Porto Ceresio, Brusino, Riva San Vitale e Mendrisio.

A Lattecaldo, davanti ad un buon caffè o, per alcuni, all’aperitivo, si incrociano i primi conversari e si sonda la simpatia dei coniugi “federali”. Ci si rende subito conto che ci troviamo davanti ad una coppia che, malgrado il prestigio di cui gode, g’ha mia la spüzza sota al naas, per cui i contatti sono facili e nessuno si sente particolarmente in imbarazzo.

Verso le undici si riprende l’itinerario, comune ai due gruppi. Ci si dirige verso Cabbio, dove si imbocca una strada in forte pendenza e con stretti tornanti che ci porta sul fondovalle, per risalire sul versante destro e raggiungere, dopo Casima, Monte e Campora, Castel San Pietro. 

Si transita nuovamente per Mendrisio, si imbocca la strada del Serpiano e, dulcis in fundo, si arriva all’Alpe di Brusino mediante una strada forestale, che sarebbe meglio percorrere a piedi (circa 20 min), ma che poco si adatta all’abbigliamento tecnico che ogni motociclista prudente dovrebbe indossare, per cui percorriamo in moto il tratto sterrato . 

Pranzo all’Alpe, da autentico grotto (e ne rimangono pochi): dalla polenta con mortadella e fagioli allo spezzatino, dai formaggi delle nostre alpi al Gorgozola, con vini della regione e gassose del Mendrisiotto. Si abbonda in foto ricordo: c’è pure chi coglie, giustamente, l’occasione per scattarsi un selfie con Ignazio. La festa termina con l’immancabile foto di gruppo.

Poi rientro libero. Una bella giornata per tutti, clima favorevole, buona compagnia bel percorso, ritrovo stupendo (l’Alpe) e, speriamo, una giornata particolarmente felice per Ignazio e Paola, una volta tanto liberi di essere persone comuni, di dimenticare questioni di Stato, pandemie e ogni sorta di problema, liberi di parlare di motociclette, di motori, di cucina, di moda,… senza essere giudicati da chicchessia.

Grazie a tutti e… alla prossima.

                                                                                                          Ermanno