UNA GIORNATA A CHIAREGGIO CON IL MGCT
Domenica 8 luglio
Chiareggio, una parola che riempie la bocca e che, confesso, dà il nome ad un villaggio che, da tempo, mi attira, precisamente da quando ho saputo che la Signora Nella, arzilla coetanea della mia novantenne genitrice, vi trascorre, da anni, l’estate.
Alla prima, insopportabile calura, la Signora Nella si mette al volante della sua vissuta “Panda” e, come una roccia, attraversa la Valtellina per raggiungere l’agognata frescura: Chiareggio, appunto, in alta Val Malenco, uno dei più famosi centri di villeggiatura della valle.
Pur essendo, come detto, attratto da questa località, non l’avevo mai visitata prima di domenica 8 luglio, perché poco propenso ad affrontare quel lungo, noioso e molto trafficato rettilineo che porta a Sondrio, porta d’ingresso della Val Malenco.
Ma qui entra in gioco la fortuna, sottoforma di amici valtellinesi, soci del Moto Guzzi Club Ticino, che si sono incaricati di organizzare la trasferta.
Niente noioso rettilineo, dunque, ma una magnifica “Strada del vino” che, godibilmente tortuosa, si è distanziata dal fondovalle e, attraversando prolifici vigneti, si è collegata, poco sopra Sondrio, con la diramazione per Chiesa e Chiareggio.
Da lì si sale, con forti pendenze e alcuni tornanti che ci offrono ampi scorci sulla città e il tratto centrale della Valtellina.
Dopo una sosta al paese natio di Sergio, organizzatore della trasferta, su strada completamente asfaltata, arriviamo alla nostra meta e attraversiamo il bell’agglomerato per raggiungere il ristorante “Tana del Grillo”, dove ci aspetta un fantastico menu degustazione che, volutamente, non svelo. Andateci e non ve ne pentirete.
Il momento conviviale è, come sempre, condito da tanto buon umore. Si sente, purtroppo, la mancanza di Adriano, insostituibile anima del club. Confidiamo di ritrovarlo nelle prossime trasferte.
Nel tragitto di ritorno affrontiamo le strade laterali che costeggiano l’Adda, praticamente deserte, con qualche preoccupazione del presidente Roberto Bassi per presunti superamenti, in alcuni punti, dei limiti di velocità (ma si sussurra che il suo tachimetro sia guasto).
Bella gita, ottimamente organizzata da Sergio, con la collaborazione di Roberto B. e di Enzo.
Per terminare aggiungo che, in fase di documentazione, ho appreso che Chiareggio, situato tra i massicci del Bernina e del Disgrazia, era, nei secoli passati, un’importante tappa del frequentato itinerario commerciale con la Svizzera che attraversava il Passo del Muretto (2562 m). (www.massimoperlabici.eu).
Ermanno
