PRIMA USCITA STAGIONALE MGCT… MALCANTONE

14.04.2018

 

Alle ore 09.00, come da programma, ritrovo davanti al “Bistich” di Pregassona, (ho storpiato volutamente … per ovvi motivi).

Alle ore 08.50 arrivo in Via Boschina e vedo…12 moto da tücc  i canton… .

Alle 09.10 Via Boschina parzialmente bloccata da una ventina di Moto Guzzi, tra le quali spicca il Sidecar del Franco, bellamente posteggiato tra la strada comunale, il marciapiede e l’entrata del negozio. Temo intervento della Polca, quindi avvio il mio “Brevone” per interrompere le varie cerchie di fabulatori, con chiaro invito a sbrogliare l’inghippo stradale e a proseguire alla volta del museo “Clay Regazzoni”.

Posteggiamo i nostri 20 mezzi, nel piazzale della Ugo Bassi (grazie per l’accoglienza) e ci spostiamo (in 29) verso il museo. Non voglio essere prolisso, mi limito a dire che la visita è stata molto apprezzata, in modo particolare per la presenza della Signora Regazzoni che ha presentato il tutto in modo altamente professionale (per i posteri, una visita vale la pena prevederla nelle gite “della porta accanto”).

Calma ripartenza con obiettivo Penudria. Non mi capita spesso ma, per mantenere il gruppo compatto, vedevo il contachilometri che si abbassava velocemente verso il 10 chilometri orari, di conseguenza ho dato il “fuoco libero”, in primis al Carlo, che aveva quale passeggero il nipotino Kimi, subito dopo al Poldo che, noto corridore da pista, ha sganciato i 100 cavalli al suolo per i vari tornati della Penudria, seguito a breve distanza dalla Loretta, poi il Marco, il Roger, il Robert con la Rita, che spronava sul blocco motore della “Guzzona” e via dicendo. La strana situazione è data dal fatto che avevamo al seguito almeno una Guzzi storica (1934 dell’amico di Novaggio…) che, nonostante i pochi cavalli a disposizione, è arrivata al ritrovo caffè (Castagno di Mugena) con pochi minuti di ritardo rispetto al primo arrivato.

Dopo breve consulto si è deciso che il caffè sarebbe stato offerto dal moto club. Pochi minuti dopo vedo “partire” una bottiglia di Prosecco. Preoccupato per la stabilità psico-fisica del cassiere (Adriano), vado prontamente alla cassa, chiedo il conto e… pago… per evitare di dover chiamare il 144.

Mi sembra doveroso ringraziare il personale del ristorante Castagno che, avvisati all’ultimo momento, hanno saputo servire tutti con grande simpatia. Bel posto che consiglio a tutti Biker.

Comunque, per i vari smanettoni che hanno criticato la lentezza della trasferta, il prossimo anno organizzeremo il gran premio Penudria (io ed Ermanno, senza chiedere alcun permesso), con tempi rilevati ufficialmente tramite radar, gentilmente offerto dalla Polca. Poi si passerà alla cassa per “rilevare” il premio.

Ripartenza alla volta di Novaggio, con andamento lento, dove, come previsto, il Sergio ha indirizzato le varie moto per un posteggio “decente” nel nucleo. Altri, tra i quali mio figlio Daniel, hanno posteggiato altrove quindi perdendo il contatto con il gruppo alla ripartenza (SIC).

Grande Bricalli, bell’accoglienza, buono il cibo, complimenti al personale, meriti!

E via verso la miniera d’oro, però su 29 …11 non possono, alcuni per claustrofobia, altri poiché l’hanno già vista. Insomma alla fine, a conti fatti, siamo restati in 18.

La “gabola” è stata alla partenza dal ristorante, poiché avevamo formato due gruppi: uno si sarebbe diretto alla miniera e l’altro avrebbe aspettato al laghetto di Astano. Parla ti che parli mi… un po’ di confusione, ma alla fine tutti gli iscritti si sono presentati per la visita.

Arrivati al parcheggio della miniera di Sessa e sistemati i nostri lucenti mezzi in perfetto ordine sparso, ci avviamo incuriositi verso il luogo d’incontro con le guide.

Mentre i primi tre gruppetti sono spariti nel cunicolo della vecchia miniera, uno dei volontari, occupato nella preparazione per l’imminente inaugurazione del posto, giunge trafelato ad annunciare: “È bürlat gió una moto sü sü là in dal postegg’!!!”

Accorriamo e ci troviamo davanti ad una scena insolita: una moto appoggiata sul cavalletto, a sinistra, si è presa la briga di buttarsi a destra, finendo semi capovolta sulla stradina sottostante.

Di costituzione robusta e senza troppi fronzoli, la V7 se l’è cavata con due graffietti. Il padrone del “cavallo di ferro” ha notato l’assenza di un’auto parcheggiata lì vicino al momento del nostro arrivo. Sorge il dubbio: che la moto del Sergio preferisca scegliersi il posteggio… oppure che il Sergio abbia fatto montare il dispositivo per il posteggio assistito?

 

Sulla visita alla miniera non scrivo nulla, poiché trovate tutto su internet. Ritengo giusto dire che le guide sono molto gentili e professionali e che, sul piazzale, a fronte dell’entrata, vi sono vari tavoli con panchine che ben si prestano per libagioni familiari. Chi ha due o tre bimbi mi ha capito bene!

 

Rientro ordinato come al solito … a sbalzi individuali.

 

 

                                                                                                         Silvano