BRIVIDO A JUF, L’ABITATO PIÙ ALTO D’EUROPA

(Uscita MGCT, 20-08-2017)

 

« AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH »

L’urlo straziante esce dall’interfono e mi lacera il timpano. Penso, dapprima, ad un guasto dell’apparecchio, poi sospetto che sia la voce della mia passeggera, ovvero di mia moglie.

“Cosa succede?”, le chiedo, non senza preoccupazione.

“AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH, il piede!”, mi risponde, fra gemiti e singhiozzi.

Ricordo, in quel momento, di aver sentito un paio di CRACK, nell’affrontare le belle curve che portano da Andeer al San Bernardino, ma ero certo di aver toccato il cavalletto sull’asfalto, non mi era sembrato, nemmeno lontanamente, il rumore di un osso che si spezza.

“Ma ti sei fatta male?”.

“AAAAAAAHHHHHH! (Omissis). AAAAAAHHHHH! (Omissis). …”.

Dalla quantità, dal tono e dal contenuto degli “omissis” arguisco che la sua preziosa appendice è sana e salva e che si tratta soltanto di spavento. Rallento per farle riprendere colore e padronanza delle emozioni, inforco il tunnel al posto di affrontare i numerosi tornanti che portano al passo del San Bernardino e riesco così a capire che, in una curva presa con eccessiva allegria, il suo piede ha strisciato sul manto stradale, perdendo, per un attimo, l’appoggio.

Sollevato, mi fermo al villaggio per un rifocillante caffè (camomilla per lei) e per ricongiungermi al resto della compagnia, proveniente, in teoria, dal passo.

Qualcuno, leggendo quanto narrato sopra, penserà che io sia uno spericolato che viaggia come un pazzo, mettendo in pericolo la mia e l’altrui esistenza. Niente di più falso. In effetti l’andatura dal gruppo da me guidato (ben 15 Guzzi, per un totale di 18 persone), da Lugano a Juf (con visita all’amico Bruno e al suo favoloso trenino), e da Juf alla baita “Il Capriolo”, in Val di Lei, per il pranzo, era stata di tutto riposo, tanto che pure il vetusto Falcone 250 del socio Loris (soprannominato poi Omobono Tenni per audacia e abilità in discesa), aveva seguito il ritmo. Ma…

Si sa che, dopo aver mangiato e ben bevuto alcune persone si lasciano prendere dalla smania del ritorno a casa (a ga brüsa ul c…), come si dice in buon dialetto. E allora? Lemme lemme si avviano, senza aspettare la partenza del responsabile (io, nella fattispecie), che avrei dovuto, di conseguenza, superare 14 moto per riguadagnare la testa del gruppo, manovra impegnativa, specialmente su una stretta strada di montagna.

Mi accingevo, comunque, ad iniziare i sorpassi quando mi accorgo che Enzo, che si trovava alle mie spalle, non c’è più. Mi sono fermato un attimo ad aspettarlo. Due chiacchiere con Roberto, pure fermatosi con me e, mentre lui attendeva Enzo, io sono ripartito alla caccia del gruppo che, nel frattempo, aveva preso un certo vantaggio. Ecco perché, in quel momento, ho forzato un po’ l’andatura e, confesso, mi sono lasciato leggermente prendere la mano. Il bello è che malgrado i miei sforzi non riuscivo a raggiugere i fuggitivi.

“Urca cumè ai filan! Sarann i limoncini o ul “Verduzzo dorato” che m’ha fai beev ul barbisun!”, mi dicevo. E invece? Al bar di Sambe ritrovo il Poldo, che ha fatto, a tempo di record la strada del passo.

“Dove sono gli altri?” gli chiedo.

“Gli altri? Non li ho mica visti”, mi risponde, con mia grande sorpresa.

Per un quarto d’ora sono state fatte mille congetture sul loro destino. Sembravano volatilizzati, fin che udiamo il caratteristico rombo. Sono finalmente arrivati e hanno raccontato che rimasti, acefali, ma guidati, sembra, da un Silvano in grande spolvero, una volta giunti alla deviazione per San Bernardino… hanno preso per Andeer, seguendo le indicazioni della Viamala.

Inutile, pertanto, la mia rincorsa, ma ho goduto come un riccio alla notizia della cappellata.

Finalmente riuniti, saluti e tutti a casa, comunque soddisfatti per la bella trasferta,

Chiudo però, a memoria futura, con un consiglio terapeutico: in caso di emorroidi, fistole o infiammazioni di vario tipo, che inducono bruciori al lato B… un bel bidé di Camillosan e poi si rientra con la dovuta calma.

 

 

                                                                                             Ermanno