AQUILE IN VALSASSINA

(Quando le previsioni meteo fanno più danno che bene)

 

E quand che al piööv al nivula, al nivula, al nivula…

Confesso: mi fanno un po’ sorridere gli schiavi delle previsioni del tempo, quelli sempre attaccati ai telefonini per vedere che tempo farà oggi, domani, fra una settimana, fra un mese… e non si accontentano di consultarne uno, ma smanettano fra i vari siti “meteo” alla ricerca di “quello giusto” (perché non ce n’è uno uguale all’altro), cioè di quello che dà le previsioni migliori, come se quest’ultimo fosse il depositario della verità.

L’effetto perverso di tutta questa tecnologia a portata di mano è che molta gente, già il mercoledì rinuncia ad un’uscita in moto o a qualsiasi altra manifestazione, prevista di domenica perché le previsioni “danno brutto”.

E così siamo partiti solo in sette, sabato 25 giugno, sette coraggiosi che, in barba ai minacciosi nuvoloni comparsi sugli schermi televisivi il giorno prima e alle funeste gocce di pioggia, unitamente ai fulmini proposti a piene mani dagli smartphone, hanno saggiamente guardato dalla finestra il sabato mattina e, vedendo che la situazione non era poi così nera, hanno indossato il dovuto equipaggiamento, inforcato la moto e raggiunto Lecco, Barzio (caffè) e Taceno (pranzo).

Morale della favola? Gita godibilissima, ottimamente preparata da Silvano. La pioggia? In effetti l’abbiamo incontrata: la bellezza di 10 minuti, in prossimità di una stupenda birreria (Tartavalle) dove ci siamo concessi un gustoso aperitivo degustando cinque qualità di birra fabbricata in loco.

Poi, mentre al ristorante “Bellano” litigavamo (in senso buono), con affettati, pizzoccheri, risotto, bocconcini di cervo, coscia di vitello, filetti di maiale e dessert di vario tipo, il sole è ritornato a splendere, riservandoci un luminoso pomeriggio durante il quale da Taceno siamo scesi a Bellano e, seguendo il lago, abbiamo raggiunto Menaggio, Gandria e, infine, Lugano.

Bella la Valsassina e bella uscita, a due passi da casa. Un grazie agli “intrepidi”: Silvano e Mariella, Angelo, Carlo e Roberto che, unitamene a me e a Odette, hanno osato sfidare oracoli e Sibille.

E gli assenti? Come sempre hanno avuto torto e non hanno considerato che, come diceva l’amico Giorgio di Viganello, già al tempo della scuola magistrale, “ul temp l’è sempru bell, anca quand che al piööv, bascta vess bun da infilass fra una góta e l’altra”.

E quand che al piööv al nivula, al nivula quand che ‘l piööv.

 

                                                                                             Ermanno