MACUGNAGA, SPLENDIDO BALCONE SUL MONTE ROSA

 E LA VECCHIA MINIERA DELLA GUIA

 

Ammettiamolo, le Centovalli, motociclisticamente parlando, sono sempre una goduria, specialmente se vengono affrontate con bel tempo e poco traffico. Curva a destra, controcurva a sinistra, poi ancora a destra, nuovamente a sinistra, in un’interminabile serie di godibili qua e là. Mi sembrava di procedere veramente a bassa andatura, quella domenica (era il 22 settembre), consapevole di avere al seguito persone che non usano la moto tutti i giorni, per cui avrebbero potuto essere in difficoltà a seguire ritmi “allegri”. A Re pausa caffè. Sto scendendo dalla “Stelvio” quando mi sento apostrofare da Adriano, che chiudeva la fila di 11 Guzzi:

–          Uella! Ta ghe tiraa denta eh… –

–          Ma se sum nai cumè ‘na lümaga! – rispondo.

Siccome non è la prima volta che mi capita di avere sensazioni diverse da quelle percepite da coloro che mi seguono, l’osservazione di Adriano mi ha un po’ fatto riflettere, con la conseguenza di rallentare l’andatura alla ripresa del viaggio, a tal punto che, arrivati a Macugnaga, il Carlo mi dice:

–          Ta pudevat ben dagh là un zicch püssee: quasi quasi a cochi via…- .

E il Carlo aveva ragione: praticamente abbiamo percorso la bella Valle Anzasca, che da Domodossola porta a Macugnaga, quasi al limite dell’equilibrio, ma confesso che avevo smarrito la giusta andatura. Probabilmente ha ragione il Riccardo: un giorno disse a mia moglie che da quando ho cambiato moto (sono passato dalla California Jackal alla Stelvio), ho aumentato l’andatura. Deve essere così, anche se non ne ho l’impressione. La Stelvio permette di “ciondolare” con grande facilità tra una curva e l’altra, così che il mio “adagio” non è l’adagio di tutti.

Dovrò tenerne conto.

Alla fine della valle Anzasca la strada termina nella cittadina di Macugnaga, circondata da imponenti vette, tra le quali domina il Monte Rosa, con la sua parete est, la più alta delle Alpi. Aperitivo in piazza e pranzo all’Albergo di Paola (per una ventina di euro ti danno di tutto e di più), in compagnia di una simpatica coppia di guzzisti della zona, desiderosi di mostrarci la sede del loro gruppo.

Nel pomeriggio, visita alla vecchia miniera d’oro della Guia, l’unica aperta al pubblico in Valle Anzasca e la prima visitabile in Italia. Si entra in un tunnel per 800 m accompagnati da una guida che spiega i diversi cicli di estrazione dell’oro e mostra un interessante filmato.

Poi il rientro, con piacevole tappa in una birreria di Anzola, comodamente seduti attorno ad un tavolo di granito riservato ai membri del locale club di guzzisti. Apprezzata merenda a salame e birra e poi via, a raggiungere Brissago, percorrendo la sponda destra del Verbano.

Termina così il programma uscite 2013 del Moto Guzzi Club Ticino, ancora una volta interamente rispettato.

 

                                                                                              Ermanno