ENGADINA 2013
DOVE L’ALLOCCO CONTINUA A FARE PIPÌ
Domenica 28 luglio. Stavolta tocca a me, me la sento: quel maledetto 13 mi perseguita. Ma è possibile che ad Adriano (sarebbe stato il quattordicesimo), sia venuto il colpo della strega nei giorni precedenti? Ma perché, a uno dei 13, non viene una cagarella potente mezz’ora prima di partire? Niente di tutto ciò. Bisogna essere in 13, con le conseguenze del caso. Infatti, subito dopo Bellinzona, appena superata la deviazione per San Bernardino, sento uno strano rumore provenire, indiscutibilmente, dalla mia Stelvio. Immediatamente rallento, cercando di capire qual è l’origine dell’allarmante “clang clang”, mentre il resto della combriccola (tranne Poldo e Loretta, che mi seguivano), scompare all’orizzonte. Il mio cervello lavora febbrilmente per stabilire il da farsi: fermarsi subito? Proseguire fino alla prossima piazzuola? Proseguire fino all’uscita di Roveredo? Decido per la seconda ipotesi e riduco l’andatura a 30 Km/h, seguito dalla California di Poldo e Loretta che, da dietro, hanno sentito il sinistro sferragliare del mio mezzo. Il rumore aumenta d’intensità, parallelamente alla mia preoccupazione. Per fortuna, poco prima del radar fisso, c’è una piazzuola e ci fermiamo. Il Poldo, che sa di meccanica, maltratta un po’ la ruota anteriore dello “Stelvione” e sentenzia: – I cuscinetti hanno reso l’anima a Dio. Amen -.
Non mi resta che chiamare il soccorso stradale e aspettare pazientemente l’arrivo del veicolo, con annesso carrello, che mi porterà la moto in un’officina di Quartino. Ringrazio sentitamente Poldo e Loretta che, oltre ad aver diagnosticato il guasto, mi hanno aiutato nelle operazioni di carico e mi hanno offerto sostegno e compagnia, permettendomi così di superare facilmente un momento, a suo modo, stressante.
Ma cosa pensate adesso? Che la “sfiga” sia finita qui? Eh no, cari miei. Mi sono giunte all’orecchio altre disavventure, capitate ai superstiti. Sembra che un alternatore abbia tirato le cuoia, costringendo il possessore del mezzo colpito da tale inghippo a rientrare a luci spente. Inoltre, come scrisse il Franco, “c’era la polizia grigionese a vegliare sulla cittadinanza per proteggerla da quei cattivoni dei motociclisti” e chi hanno beccato? Gli amici che mi hanno fornito sostegno: un multone megagalattico per aver superato un postale che procedeva alla velocità della vecchia diligenza del Gottardo (in salita).
Per fortuna l’uscita ha riservato anche cose positive: l’itinerario, sempre bello, nessun incidente con danni alle persone e, dulcis in fundo, un ottimo ristorante.
In questi giorni sono andato a Locarno a vedere lo spettacolo di falconeria.
“Cosa c’entra?”, penserà qualcuno. C’entra, c’entra. Nel suddetto spettacolo, fra aquile, falchi e avvoltoi di vario tipo, lavorano anche gli allocchi (urocch, in dialetto). Specialmente questi ultimi sono stati degni della mia attenzione. Me li sono guadati, fotografati e studiati ben bene e ora sono pronto. Se trovo quello che ci ha pisciato addosso, gli strappo la vescica!
Ermanno
