CIONDOLANDO FRA VALLESE, VAUD E FRIBORGO

(Ben 3 giorni senza perderci!)

 

Chi ben comincia …

E volete mettere … arrivare nei pressi di Sion, alle ore 13 di sabato 29 giugno, fermarci a pranzo in un buon ristorante, all’aperto, all’ombra, al fresco, davanti ad uno schermo gigante sul quale seguire, tra un caffè e un liquorino, le prodezze di Marquez e del sempre più mitico Valentino?

Un sicuro segnale positivo per i giorni a venire.

La trasferta dei 14 “guzzisti”, guidati da Roberto Bassi, era partita da Lugano in mattinata. Autostrada fino a Biasca, poi cantonale e, da Airolo, la bella strada che percorre la Valle Bedretto. Sosta sulla Nüfenen dove, fra un caffè e un cappuccino, il Poldo scoprì e trangugiò una discreta quantità di quei “moretti” di fanciullesca memoria, costituiti da una semisfera di cioccolato riempita di crema bianca e spugnosa.

Poi il Vallese, come sempre un po’ monotono, fino al momento descritto sopra e, più tardi, la visita alla cantina del nostro socio Daniel.

Daniel è un personaggio carismatico, una di quelle persone che ti suscitano simpatia immediata. Grande comunicatore, è titolare di un’apprezzata cantina a Villeneuve e produce ottimi vini, bianchi, rosé e rossi, che ci siamo premurati di degustare senza risparmiarci più di tanto, accompagnandoli con affettati e formaggi vari.

Soddisfatti, abbiamo infine affrontato il trasferimento sul bel tracciato che porta a Les Paccots, traguardo di una famosa corsa in salita.

La visita alla cantina sembrava averci spento l’appetito ma, come spesso capita, i “guzzisti” sono motociclisti dalle mille risorse e fu così che il Presidente, per dare l’esempio, si sparò nel gargarozzo praticamente un secchio della zuppa locale, consistente in una “brodaglia” a base di latte con ogni sorta di ben di Dio, dalle patate alla pancetta, dalle verdure ai formaggi fusi e filamentosi. Nessuna sa come abbia potuto passare la notte, fatto sta che ce l’ha fatta. Anche gli altri membri della compagnia si sono impegnati a fagocitare specialità del posto: salumi e formaggi crudi o cotti, di non facile digestione ma stomaci e fegati, ancora robusti e sani, hanno ottimamente resistito.

L’indomani, dopo aver valicato il Col du Marchairuz, pranzato sul lac de Joux e visitato le splendide grotte di Vallorbe, siamo arrivati nel canton Friborgo, con cena a La Gruyère e pernottamento a Bulle. Strade fantastiche, con belle vedute e pochissimo traffico, da percorrere ad andatura turistica per goderle appieno. A La Gruyère non poteva mancare la raclette seguita (apoteosi finale), dalle meringhe con doppia panna, che qualche postumo l’hanno lasciato.

Lunedì il ritorno, attraverso lo Jaunpass, Spiez, Meiringen, Grimsel, Furka e Gottardo. Apprezzato l’improvvisato aperitivo sul lago di Thun, con tanto di pizza e immancabile Prosecco.

Sui passi (e non poteva essere altrimenti), alcuni membri del gruppo hanno sentito muoversi il famoso embolo e si sono divertiti scaricando a terra la cavalleria. Condivisibile l’affermazione di Roberto: “Par gudé ul paesagg bisogna nà püssee adasi”.

In conclusione, tre bei giorni, ben organizzati, godibilissimi, in simpatica compagnia, senza incidenti e, non sembra vero, senza perderci! Alla prossima.

Le Grotte di Vallorbe, le più grandi del Giura, figurano tra le più interessanti di tutta l’Europa. Scoperte nel 1961 e aperte al pubblico dal 1974, sono costituite da un susseguirsi di sale e gallerie su un percorso di ben 3 km, con una temperatura costante di 11°. Scavate dal fiume Orbe diversi secoli fa, le grotte sono ricche di formazioni calcaree: stalattiti, colonne e formazioni calcaree che sembrano bisonti e di chioma di fata. La visita termina sopra i flutti dell’Orbe, che scorrono sottoterra, con un grande fragore. 

http://www.region-du-leman.ch/

 

                                                          

                                                                                  Ermanno