VALSESIA E SACRO MONTE DI VARALLO
(17 MAGGIO 2015)
La Valsesia (Valsesia anche in piemontese; Tseschrutol in lingua walser) è una valle alpina della provincia di Vercelli, di cui occupa la parte settentrionale, le cui acque confluiscono nel fiume Sesia, dal quale essa prende il nome. Nonostante sia situata in provincia di Vercelli rientrano anche 3 comuni della provincia di Novara, quali Grignasco, Romagnano Sesia e Prato Sesia.Considerata la valle più verde d’Italia[1], ha visto l’insediamento di alcune comunità walser, la cui storia è raccontata nell’Ecomuseo della Valsesia,museo diffuso con sedi in varie località nell’alta valle. (Wikipedia)
Siamo partiti (e arrivati) in 14, con 9 Moto Guzzi di ogni tipo, tutte comunque abbastanza recenti. Fra i soliti noti una coppia new entry, Francesco e Barbara, sulla sempre affidabile California III, subito ben integrati nel gruppo MGCT.
Prima tappa: Lugano – Sesto Calende dove, sulla bella piazza in prossimità dell’argine del Ticino, prendiamo un buon caffè, anche se non per tutti per “caffè” s’intende quella bevanda nera che si può bere liscia o con aggiunta di latte o altri liquidi più o meno alcolici. Ci siamo arrivati seguendo un itinerario che rifugge dalle arterie di maggior traffico ma che, da Lozza, su strade secondarie, fra campi, boschi e piccoli paesi, porta a Vergiate. Da lì, consueto itinerario.
Dopo la pausa iniziamo il secondo tratto: Sesto Calende – Varallo Sesia, che possiamo tranquillamente definire come “il festival del qua e là”. Infatti, una volta usciti da Sesto, da Borgomanero inizia un percorso praticamente esente da traffico che, con un divertente seguito di curve e controcurve porta a Grignasco. Si entra infine in Valsesia e, costeggiando il fiume, arriviamo a Varallo, città d’arte.
Il Sacro Monte di Varallo costituisce, tra i Sacri Monti esistenti, l’esempio più antico e di maggior interesse artistico. Consta di una basilica e di quarantacinque cappelle affrescate e popolate da oltre ottocento statue di terracotta policroma a grandezza naturale. È situato nel comune di Varallo (Vc), in Valsesia[1].Assieme agli altri Sacri Monti situati tra il Piemonte e la Lombardia è stato dichiarato a Parigi il 4 luglio 2003 patrimonio mondiale dell’umanità. L’area in cui sorge fa parte di una riserva naturale della Regione Piemonte, la Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Varallo. (Wikipedia)
Dopo gli immancabili “prosecchini” (o Spritz o Campari …) in un bar della piazza, pranzo all’Albergo Italia e poi visita al famoso Sacro Monte, un vero spettacolo con le sue 800 e più statue che, situate in 45 cappelle, ripercorrono la vita di Gesù . La giornata è calda, l’abbondante pranzo si fa sentire e le … vittime dell’abbiocco, tra una cappella e l’altra, si concedono momenti di ristoro al fresco, sulle poche panchine all’ombra.
Ultima tappa: Varallo – Arola (attraverso l’interessante passo della Colma) – Omegna – Verbania – Brissago (con birretta nel piacevole bar del Porto, su suggerimento di Riccardo) – Lugano – Chiasso.
Un bel giro, di oltre 220 Km, con poca autostrada e, specialmente nella sua prima parte, motociclisticamente e culturalmente interessante.
Un grazie a tutti i partecipanti.
Ermanno
