I BAGNI DI CRAVEGGIA

(Un’interessante “enclave” italiana in Valle Onsernone)

 

“Chi primo arriva meglio alloggia”

Mai, come in questo caso, il vecchio adagio appare appropriato. I Bagni di Craveggia, infatti, si trovano alla fine della Valle Onsernone, subito dopo Spruga, ma appartengono alla provincia di Verbano – Cusio – Ossola. Come mai? Semplice: perché i contadini italiani, essendo più vicini, riuscivano, con il loro bestiame, a raggiungere i pascoli attigui ai Bagni, in minor tempo rispetto ai colleghi svizzeri, che dovevano salire dal fondovalle.

Fra i suddetti pascoli, sulla sponda destra dell’Isorno, c’è una fonte termale, con acqua sui 280C, un tempo sfruttata da uno stabilimento balneare con relativo albergo (1823), divorato da un incendio nel 1881, ricostruito e definitivamente distrutto da una valanga nel 1951.

Il posto è conosciuto anche per la “Battaglia della Frontiera”, avvenuta nel 1944, fra due centinaia di militi dell’esercito italiano e alcuni partigiani che, dalla Val d’Ossola, intendevano rifugiarsi in Svizzera.

Questo luogo, ricco di storia e, a suo tempo, importante per l’economia della Valle, è stato meta della quarta uscita annuale del Moto Guzzi Club Ticino. Ci si arriva in un attimo (un paio d’ore da Lugano, senza autostrada e con caffè a Verscio) e si può chiedere, ai gerenti del ristorante Palazign di Comologno, dove abbiamo pranzato, la chiave della sbarra che permette di accedere (in via eccezionale), ai Bagni, evitando così di percorrere, a piedi, con il pesante abbigliamento da motociclista, i 5 Km abbondanti di andata e ritorno.

La passeggiata a piedi, su comoda strada asfaltata, rimane comunque molto bella. Anche il tratto che percorre la valle, da Verscio a Spruga, offre scorci panoramici stupendi, che invitano a ritornarci, andando ad esplorare, magari, la Val Vergeletto, sicuramente degna di essere visitata.

Annunciati, entro i termini, quindici partecipanti, ma ventun presenti alla stazione di Lugano, alle 08.30 di domenica 13 luglio, la qual cosa ha causato problemi di spazio al ristorante. Un caldo invito, quindi, a rispettare le date d’iscrizione.

Il tempo non è stato molto clemente: bello in mattinata, ma piovoso già al momento del pranzo. Fortunatamente avevamo già visitato i Bagni. Il viaggio d’andata è stato un po’ “avventuroso” (a volte, chi conosce già uno dei percorsi per raggiungere la meta, segue il “suo” itinerario, senza guardare cosa gli succede davanti al naso). Così, alla rotonda del Ceneri, i battistrada hanno svoltato a destra, con l’intenzione di attraversare il piano di Magadino fino a Gudo e procedere poi in direzione di Gordola, mentre altri sono andati a sinistra, causando, così, la rottura momentanea del gruppo, con conseguente affannosa rincorsa per ricompattarlo. Probabilmente non tutti erano al corrente dell’itinerario scelto dal responsabile (mea culpa). Pure nel viaggio di ritorno non tutto è filato liscio, anche perché la pioggia e l’intenso traffico di Locarno non hanno certo contribuito a mantenere il gruppo unito. Evidentemente, con la collaborazione di tutti, si potrà migliorare.

 

                                                                                   Ermanno