« VILLA ARZILLA » A SPASSO PER GOLE E CASCATE

(Uscita MGCT, 19 agosto 2018)

 

Sono le 6.30 di mattina quando un allegro scampanellio scuote le mura di «Villa Arzilla ».

-Su, Su, poltroni- grida Loretta, la gentile sorvegliante, – alzatevi e mettetevi bene in ordine. Dovete trovarvi alle 07.30 alla stazione di Lugano! -.

Facendo appello alle ultime risorse di elasticità, gli anziani “schizzano” dai loro giacigli e dopo le consuete abluzioni, controllate dal cerbero Poldo, direttore della struttura (c’è sempre qualcuno che non pulisce correttamente la protesi dentaria), e una frugale colazione, procedono, non senza sonori lamenti, dati dalle articolazioni oramai consunte e scricchiolanti, ad indossare i capi tecnici e a salire sulle loro sgangherate motociclette.

Alle 07.00, dopo l’incoraggiante ed entusiasmante grido “Viva viva Villa Arzilla ué, ué, ué” i nostri eroi, accompagnati da Loretta e Poldo si dirigono verso il luogo d’incontro.

-Cumè ai farann a sta in pee qui lì?- si chiede la gente, incredula, al passaggio delle tossicchianti “Guzzi”, la cui andatura rasenta il limite dell’equilibrio. Ma il miracolo si ripete ogni mese, e alla stazione di Lugano si ritrovano in 12.

-In dua sem dré a nà?- chiedono in diversi.

-Alle gole della Tamina- risponde Silvano, uno dei pochi ancora lucidi che, con Mariella, la moglie, si è assunto il compito di organizzare la trasferta.

-AAAhhh, a Casima!-

-Ma noo, a Taormina! Ta see propi sturnu cumè ‘na tapa!-.

-Hu sentüü ben che l’ha dii che a passum la ramina!-.

Chiarita, non senza difficoltà, la meta, il gruppo parte verso la prima tappa del viaggio: Splügen, dove si arriva in perfetto orario malgrado il freno surriscaldato del Cesarino che, scendendo dal San Bernardino, ha dimenticato di togliere il piede dal pedale.

Consumati cappuccini e brioches (ad eccezione di Enzino che, di straforo, si procura un prosecco), si riparte e ci si inoltra nelle gole della Via Mala.

Lungo il suggestivo tragitto, dai vissuti caschi trapelano numerosi “OOOHHH! AAAAAHHHH! STUPENDO! CHE MERAVIGLIA! MAI VISTA UNA COSA SIMILE!”. Si sa, ad una certa età, la memoria fa brutti scherzi e panorami ammirati in altre occasioni appaiono come se li si vedesse per la prima volta.

Riguadagnata l’autostrada si giunge, senza problemi ed in perfetto orario a Bad Ragaz, luogo del pranzo e punto di partenza per l’escursione del pomeriggio, la cui prima parte, per la gioia degli “Arzilli”, si svolge in autopostale.

Dopo l’agognato aperitivo, a base di Aperol Sritz, bianchini e birrette varie (basta con gli sciroppi e i succhi di frutta dell’istituto), si divora l’ottimo sminuzzato (basta con i pancotti e le semolini!) e ci si mette in fila alla fermata del bus.

L’autista, rendendosi conto di aver a che fare con un gruppo un po’ speciale, ci fa salire per primi, non tralasciando di riportare a miti consigli l’esuberante Robert Bet….. che fa i capricci per sedersi al posto del conducente.

Finalmente si parte, lungo una stradina talmente stretta da impedire il traffico contemporaneo di bus e pedoni. In un quarto d’ora si raggiungono le antiche terme e, da lì, si entra nelle gole. Uno spettacolo: la prima parte del percorso, fresca e umida, tra pareti verticali, pozze, cascate e aperture dalle quali filtra a stento la luce, mette a dura prova le oramai artritiche e artrosiche giunture, ma quale piacere quando, all’improvviso, ci si apre davanti un tiepido tunnel, illuminato da una luce blu, che ci porta davanti ad una cascata di acqua calda! Meraviglia della natura.

Piano piano si ritorna alle terme per una bibita (bisogna mantenersi ben idratati), un gelatino (alla faccia del diabete!) e un pisolino (vero Reinhard?) sulle panchine del piazzale esterno.

Contenti come pasque si ritorna a Bad Ragaz e si inforcano i cavalli d’acciaio per il rientro. Data la stanchezza e il tempo che peggiora, si rinuncia al passo del San Bernardino, a favore del tunnel, all’uscita del quale veniamo investiti da uno sgradito scroscio di pioggia.

Purtroppo il gruppo rinuncia pure ad una sosta nei sempre apprezzati grotti della Mesolcina: l’ora comincia ad essere tarda e le suore di Villa Arzilla attendono i gitanti nel tardo pomeriggio, per la consueta tisana e, perché no, un sano enteroclisma che liberi il corpo dalle tossine accumulate in giornata.

Grazie a tutti i partecipanti, ai sorveglianti Lory e Poldo, che ci hanno tenuti d’occhio lungo il tragitto e bravi Silvano e Mariella per l’ottima organizzazione.

 

                                              

                                                                      Ermanno, un ospite di Villa Arzilla