Alla Scoperta della Val Bregaglia con la Moto Guzzi

Il viaggio in moto è sempre un’esperienza unica, un’opportunità di immergersi nella bellezza dei paesaggi e di vivere la strada in modo autentico. La recente uscita del nostro Club ci ha portato alla scoperta della Val Bregaglia con un percorso che ha mescolato paesaggi mozzafiato, storia e momenti di condivisione tra noi appassionati della mitica Moto Guzzi.

La partenza da Gandria, con una vista panoramica sul lago di Lugano e la corona di cime che lo circondano è già stato un momento speciale, che ha aperto la strada verso una giornata che si è rivelata ricca di emozioni per tutti i 15 partecipanti.
Raggiunto Menaggio abbiamo risalito il lago di Como, con sosta a Gera Lario per una rilassante colazione, che ci ha permesso di assaporare la calma e la bellezza del luogo.
Il nostro viaggio è proseguito, attraversando Chiavenna, fino al pittoresco villaggio di Bondo. Lì “pascolando” con i nostri “cavalli” nel cercare la deviazione per salire a Soglio, abbiamo potuto ammirare la pregevole ricostruzione dei manufatti distrutti dalla enorme colata detritica del 23 agosto 2017, provocata dalla catastrofe naturale del Pizzo Cengalo, che, oltre a danni per svariati milioni, ha richiesto di evacuare 150 persone dalle proprie abitazioni! 

Finalmente giunti alla meta, abbiamo intuito subito la bellezza e l’unicità del luogo e compreso le parole di Giovanni Segantini che definì Soglio la soglia del paradiso. 
Passeggiando tra le caratteristiche vie del borgo abbiamo apprezzato come tradizione e modernità si coniugano armoniosamente in maniera austera. Questa caratteristica, che si riscontra anche negli altri nuclei della valle, ha fatto sì che nel 2015 la Val Bregaglia, come lo fu la Valle di Muggio nel 2014, venisse premiata con il prestigioso premio Wakker. Un premio che celebra l’impegno delle comunità locali nel preservare la bellezza naturale e culturale delle valli, rendendo ancora più evidente la connessione profonda tra l’uomo e la terra che abita. Dal piazzale della chiesa barocca dedicata a San Lorenzo, abbiamo poi ammirato il Pizzo Cengalo, e la mente è volata ai disastri che hanno colpito la nostra Valle Maggia, il Moesano e il Vallese. La forza della natura, ma anche la capacità di recupero e resilienza delle persone, è qualcosa che lascia un segno profondo in chiunque visiti questi luoghi, testimoni di tragedie e rinascite. Ecco, quest’altro punto di connessione tra noi e la Bregaglia ha alimentato la speranza che anche i nostri gioielli potranno ritrovare il loro splendore!

Con questo sentimento positivo, abbiamo salutato Soglio e ci siamo diretti a Villa di Chiavenna per un rifocillante pranzo a base di pizzoccheri con antipasto di prodotti locali, il tutto inframmezzato, com’è consuetudine, da tante chiacchiere, scambi di opinioni e risate. 

Ripreso le forze, dopo aver salutato Robby, Silvo e Mari, siamo saliti in sella e partiti verso il passo dello Spluga, per due varianti: passaggio attraverso Isola oppure attacco diretto ai tornanti che caratterizzano il primo tratto di risalita al passo, tremendi anche per via dell’intenso traffico e i diversi camper incrociati. Un’impresa ardua ma che ci ha visti tutti riuniti in cima al passo, tappa che ha reso ogni fatica della salita degna di essere vissuta.

La discesa su Splugen, superati i primi impegnativi tornanti, è stata divertente e, dopo una breve sosta e aver scambiato due chiacchiere e un paio di gadgets con un guzzista germanico in giro in sidecar con la moglie, siamo ripartiti alla volta del Ticino, via passo del S. Bernardino.

Una salita e una discesa, che abbiamo gustato a fondo in ogni curva e rettilineo. Attraversando San Bernardino, abbiamo contribuito con un colpo di clacson ai festeggiamenti in corso di una festa folcloristica, con grande piacere dei festanti che hanno risposto al nostro saluto.

L’arrivo a Pian San Giacomo, con un gelato e un dolce a conclusione della giornata, ha segnato la fine di un viaggio che rimarrà nel cuore di tutti i partecipanti. 
Una giornata all’insegna della passione per la moto, della bellezza dei paesaggi e della compagnia di amici che, con ogni tappa, hanno reso l’esperienza ancora più memorabile. Ma come non poteva esserlo un viaggio dove abbiamo dimostrato spirito gagliardo e resilienza, due tratti che contraddistinguono da sempre la Moto Guzzi e tutti noi guzzisti?

Romano