VERGELETTO: UN GIOIELLO IN CIMA ALLA VALLE

4uscita MGCT, 9 luglio 2022

Sul sito https://www.lifegate.it a proposito di Vergeletto si legge:

In Svizzera, nella Valle Onsernone, c’è un piccolo paese, Vergeletto, dove tra le case di pietra si sente profumo di pop corn. Viene dal vecchio mulino dove si macina la farina di mais, un’attività che risale all’inizio del 20esimo secolo e che ora, grazie a un tenace maestro elementare, è stata riscoperta…

Se volete conoscere la storia del tenace maestro (Ilario Garbani), andate sul sito citato e sarete serviti.

Ma quel che più conta è che quel vecchio mulino l’abbiamo visto e, con una capace guida, pure visitato, rendendoci conto dei vari passaggi che il mais deve subire per diventare “farina bóna”, un ingrediente dolce e senza glutine per preparare, ad esempio, polenta, paste, minestre, biscotti, gelati, salse, crêpes… e altro.

E dopo la visita al mulino? Com’è oramai tradizione, sontuoso aperitivo nel bel giardino di Ula, amica del MGCT che, con la figlia Romina, si è fatta in quattro (riuscendoci pienamente), per soddisfare le brame dei quattordici guzzisti presenti. Grazie di cuore.

In seguito panzo (risottino con piccata) al ristorante “Fondo Valle”, situato un paio di Km dopo l’abitato di Vergeletto, in riva al Ribo, un affluente dell’Isorno. Veramente un bel posto.

Naturalmente, per arrivare a Vergeletto, non abbiamo preso la direttissima! Eh no. Prima una divagazione fra Agarone, Montedato e Gordola, poi puntata su Tenero, Contra, Orselina e Locarno. A Cavigliano, entrata in val Onsernone e, attraverso la tortuosa ma, motociclisticamente godibilissima strada di montagna abbiamo raggiunto Vergeletto, aggiungendo così, all’itinerario, chilometri e divertimento.

Nel ritorno spassoso inconveniente ad una Guzzi “veterana”. La settantenne, ad un certo punto, si spegne, poi, miracolosamente, dopo energici colpi di pedale e alcune, giustificate, invettive, si riavvia, percorre un centinaio di metri e si ammotulisce definitivamente malgrado i reiterati tentativi del pilota.

Quando quest’ultimo è oramai rassegnato ad abbandonarla a bordo strada, per rincasare nell’intento di procurarsi un carrello adatto al recupero del mezzo, appare, miracolosamente, un giovane del posto. Breve conciliabolo fra i due, seguito da una salva di esclamazioni del tipo “Ma che bestia che sum”, … e dal tranquillizzante borbottio dell’anziana Guzzi.

Niente carrello allora; semplicemente non era stato aperto il rubinetto dell’olio e la povera vecchietta ha rischiato un memorabile grippaggio. 

Due pedalate: pom pom pom… e il vetusto, ma robusto, motore ha ripreso a funzionare. Tutto è bene quel che finisce bene: ultima birretta a Cavigliano e… alla prossima.

                                                                                   Ermanno