Uscita n.2 del MGCT,

IL FORTE DI FUENTES

ll forte di Fuentes è una costruzione militare sorta a Colico nel 1603 – 1604, in provincia di Lecco (Pian di Spagna) ad opera dei dominatori spagnoli. Della costruzione, voluta da don Pedro Enrique de Acevedo, rimangono i ruderi. L’intento era proteggersi da un eventuale attacco dei grigionesi, alleati dei francesi.

Il forte, costruito in pietra, ospitava otto compagnie di fanteria, duemila guastatori e venti pezzi di artiglieria, rinforzato in seguito da altri otto pezzi.

All’interno oltre alla piazza d’armi, c’erano gli alloggiamenti delle truppe, la residenza del comandante, l’ospedale, i magazzini, la cappella, il forno ed il mulino. All’esterno era ubicato il cimitero.

Altre notizie sono disponibili sul sito https://www.fortedifuentes.it

Da tempo, a più riperse, nel programma annuale del MGCT figurava la visita al Forte Fuentes ma, ad ogni tentativo, il maltempo ci impediva la trasferta. Finalmente, sabato 14 maggio, siamo riusciti a soddisfare il nostro desiderio.

Partiti in 15 da Lugano, dopo un corroborante caffè a Gera Lario, siamo arrivati, attorno alle undici, al Forte di Colico, accolti da una simpatica e capace guida che, con apportune delucidazioni, ci ha introdotti nell’atmosfera del 1600, svelandoci ogni mistero del forte. 

Gli spostamenti  necessari per passare da un piano all’altro (le diverse componenti del forte si trovano ad altezze diverse), ci hanno stimolato l’appetito e, sul mezzogiorno, guidati dal Presidente Roberto, ci siamo spostati al Grotto di Arzo, sulla strada per il Passo San Marco. Bel ritrovo, un grotto…”cumè quii d’una volta”. Lì, su un tavolone di sasso, ci siamo gustati un ricco camponario di specialità valtellinesi. Prezzo giusto, direi addirittura modesto, vista la qualità e la quantità dell’offerta, bibite incluse. Da tener presente.

Nel primo pomeriggio appaione le prime nuvole per cui ci si prepara per il rientro.  Qui mi sento di proporre alcune personali osservazioni perché sta prendendo piede, nel club, una consuetudine che mi lascia per lo meno perplesso. Sembra, infatti, che le nosre uscite terminino con il pranzo. Dopo… liberi tutti. Faccio notare che gli organizzatori stendono il programma dell’uscita per l’intera giornata. Nella fattispecie, si parte in 15 e si torna in 15. Invece… il gruppo si divide in tre sottogruppi, con itinerari diversi. Rimaniamo in sei a percorrere quanto stabilito dal programma, ridotti poi a quattro perché due di noi decidono di prendere il traghetto a Varenna! 

Questo modo di procedere, che non incontra i miei favori, si è già ripetuto durante la precedente uscita, quando solo un terzo dei partecipanti ha completato l’itinerario (Alpe del Tedesco).

Parliamone. Se questo andazzo risulterà essere la volontà popolare… va bene, vorrà dire che le uscite termineranno con il pranzo o magari anche senza, così non ci sarà neppure l’impegno di cercare e prenotare il ristorante. 

                                                                                              Ermanno